Un gruppo formato da associazioni e da singole donne, ritenendo allarmante quanto sta accadendo in città riguardo alla salute femminile, convoca una conferenza stampa per informare la cittadinanza.
1) Da alcuni mesi l’Ospedale Galliera ha smesso di effettuare le interruzioni di gravidanza.
Il fatto è estremamente grave per diversi motivi:
a) La legge 194, art. 9, prescrive che tutti i servizi di Ostetricia e Ginecologia eseguano gli interventi e, in caso di generale obiezione di coscienza, ricorrano alla la mobilità del personale per garantire il servizio.
b) Non essendo stata aumentata la disponibilità presso gli altri reparti di Ginecologia, le liste di attesa si sono allungate tanto che , difficilmente, le donne riescono ad interrompere la gravidanza prima della nona / decima settimana. Ciò comporta un maggior rischio per la salute ed aggrava il disagio psicologico.
c) Quanto avvenuto costituisce un pericoloso precedente perché altri ospedali potrebbero chiedere di essere esonerati da questo servizio.
Non risulta inoltre che gli ospedali gestiti dalla Chiesa Cattolica ma finanziati con denaro pubblico, possano esimersi dall’applicare una legge dello Stato.
2) Nonostante le promesse dell’Assessorato Regionale alla Sanità, l’RU 486 non viene ancora utilizzato in Liguria mentre in altre regioni l’aborto farmacologico è da tempo una realtà.
Nel frattempo molte donne liguri si recano in Francia per interrompere la gravidanza senza intervento chirurgico.
Ricomincia quindi il turismo abortivo come ai tempi dell’aborto clandestino ma oggi abbiamo la legge 194 e l’Italia, facendo parte dell’Unione Europea, dovrebbe garantire le stesse opportunità degli altri paesi.
3) La “pillola del giorno dopo” , un farmaco che potrebbe evitare molte interruzioni di gravidanza, viene spesso negata nei pronto soccorso degli ospedali genovesi in quanto i sanitari, invocando l’obiezione di coscienza, rifiutano di prescriverla.
Considerando che la maggior richiesta di prescrizione avviene durante il fine settimana, quando i consultori sono chiusi ed i medici di famiglia irreperibili, le donne riescono spesso ad assumere il farmaco solo oltre le 48 ore dal rapporto, con notevole diminuzione dell’efficacia.
4) Non sembra che tutti gli ospedali siano ancora in grado, come prescritto da un decreto del Ministero della Sanità, di praticare l’analgesia da parto a tutte le donne che la richiedono.
5) Dalla stampa si apprendiamo anche che:
- il Servizio di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Evangelico Internazionale è a rischio di chiusura o di annessione all’ Ospedale Galliera.
Ci chiediamo se, pur in una logica generalmente condivisibile di riorganizzazione ospedaliera, debba essere sacrificato proprio questo servizio, uno dei più utilizzati dalle partorienti genovesi, che da sempre ne apprezzano le particolari qualità di accoglienza e di umanità.
6) Inoltre, se non verrà al più presto stanziato un finanziamento per mettere a norma il laboratorio e concessa la sostituzione dell’unico embriologo che sta per andare in pensione il Centro di Infertilità dell’Ospedale San Martino dovrà sospendere l’attività di Riproduzione Assistita.
- In tal caso, l’unico presidio disponibile per le coppie infertili sarà quello dell’Ospedale Galliera.
Ci si chiede se costituisca una garanzia per le donne genovesi il dover ricorrere ad un Ospedale il cui Presidente, il cardinale di Genova, ha pubblicamente dichiarato l’intenzione di chiudere il servizio di fecondazione assistita perchè incompatibile con l’etica cattolica.
E’ davvero singolare che tutto ciò accada proprio a Genova, città in cui così frequentemente si levano grida di preoccupazione per la scarsa natalità e per l’alto numero di interruzioni di gravidanza, accusando implicitamente le donne di egoismo e di scarso senso di responsabilità.
Vogliamo difendere il diritto alla salute delle cittadine genovesi e ribadire la nostra convinzione che solo il rispetto della laicità dello Stato può garantire la libertà di scelta delle donne.
Mercoledì 30 maggio, ore 11,30
Presso AIED, Via Cesarea 37/e/r.
AIED – Genova, Mercedes Bo ( presidente)
LABORATORIO POLITICO DI DONNE– Genova, Giulietta Ruggeri (presidente)
Cristina Gagino, Manuela Arata, Nory Conte, Carla Caselgrandi, Rosa Corà, Roberta Russo, Luisa Cozzio, Rita Falaschi, Erminia Federico, Marilena Coletta, Laura Petrone, Loana Salierno. Silvia Neonato, Elisabetta Cirillo, Fiamma Mangini, Letizia Teglio, Marta Vincenzi.
SOCIETA’ PER AZIONI POLITICHE DI DONNE – Genova, Ida De Paoli (presidente)
Claudia Ravaioli, Cristina Ricci, Renata Briano,
LILA – Genova,
Sabrina Licheni, Mirca Stefanini,
COORDINAMENTO DONNE CGIL – Genova, CGIL – Liguria, Camera del Lavoro- Genova
UDI – Genova,
USCIAMO DAL SILIENZIO – Genova,
MAREA
( in ordine di adesione)